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Formato: 2017-06-25
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Ci sono delle opere che sono considerate intoccabili nella storia del cinema, che anche la sola idea di un remake o un reboot sembra molto lontana dalla realtà, ipotesi non praticabile per la “sacralità” dell’originale. La bella e la bestia del 1991 è da considerarsi una di queste, primo film d’animazione a conquistarsi la nomination a miglior film agli Oscar (e quando la categoria era ancora a cinque), riconosciuto universalmente per bellezza delle immagini, la solidità della sceneggiatura e la riconoscibilità delle canzoni, due su tutte Sia con noi e il tema La bella e la bestia cantato da Gino Paoli e Amanda Sandrelli. La Disney ha però deciso di riportare in vita i suoi grandi classici trasformandoli in live action.

Se inizialmente l’idea era quella di trasporre cinematograficamente il musical di broadway, il proposito è stato subito accantonato, per preferire il rifacimento totale del film di animazione. La bella e la bestia di Bill Condon è un musical classico e disneyano, che riprende dall'originale personaggi, parole, canzoni (anche se nella versione italiana qualche cambiamento è stato apportato), perfino inquadrature. Rimangono intatti anche i temi del film: il diritto all’autodeterminazione, alla bellezza interiore e, marginalmente, il diritto all’istruzione. Belle, interpretata da Emma Watson, si ribella alla concezione della società che la vuole una donna tutta casa e rispetto per il marito. Belle è istruita, ama leggere, mal si adatta alla vita del villaggio che la considera strana per non ambire a sposare Gaston. Belle abbatte quei pregiudizi, e vede la bellezza interiore della Bestia, innamorandosene. È anche una delle ragioni per le quali Emma Watson ha preferito questo ruolo a quello di Cenerentola di Kenneth Branagh, poi andato a Lily James.

Che l’attesa fosse alta lo si era capito già all’uscita del trailer il 14 novembre 2016 quando raccolse 127,6 milioni di visualizzazioni nelle prime ventiquattr'ore, all'epoca record assoluto di visualizzazioni in un giorno. È anche vero che sono le attese più spasmodiche a creare le critiche più feroci. Emma Watson, da sempre in prima fila per la causa femminista, ha attirato su di sé molte critiche sin dall’annuncio della sua partecipazione al film, visto che Belle è forse il caso più famoso di sindrome di Stoccolma. In piena promozione, una sua foto apparsa in un giornale di moda è stata aspramente criticata perché l’attrice posa con il seno quasi scoperto. Secondo i più l’autorità per parlare di causa femminista viene meno quando si usa il proprio corpo per un messaggio ipersessualizzato. Ovviamente l’attrice ha mandato al mittente le critiche sostenendo che ciò che (non) indossa non inficia minimamente la validità del messaggio che lei cerca di veicolare. Non solo, nel film è presente il primo protagonista apertamente gay della storia della Disney: Le Tont interpretato da Josh Gad. In un mondo dove l’omosessualità in alcuni paesi è ancora uno stigma, alcuni stati hanno proibito la visione ai minori di 16 o 18 anni. Cos’ha di diverso il personaggio di Josh Gad da quello originale del 1991? Praticamente nulla. Le Tont è sempre il servile aiutante di Gaston e la sua omosessualità si svela solo quando fa coppia con un altro uomo durante la danza finale, in un momento che sparisce in un battibaleno, a indicare come nulla della nostra percezione di un essere umano dovrebbe cambiare a seconda della sessualità di chi abbiamo di fronte. 

Gli altri film in uscita questa settimana sono Aeffetto domino di Fabio Massa, Vedete, sono uno di voi di Ermanno Olmi, Chi salverà le rose? di Cesare Furesi, John Wick 2 di Chad Stahelski, Un tirchio quasi perfetto di Fred Cavayé, Loving di Jeff Nichols e The ring 3 di F. Javier Gutiérrez.

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