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16 Gennaio 2018

Binge watching-addiction: come capire che hai un problema

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Una delle attività più gettonate durante le ferie, complice il freddo e in barba a sci e altri sport invernali, è senza dubbio il binge watching selvaggio, disciplina da praticarsi tassativamente sul divano, magari con un gatto in braccio.
Telefilm e cioccolate calde diventano i compagni fedeli delle nostre giornate, ma bisogna stare attenti a non esagerare, altrimenti si va incontro a seppur blandi sintomi di astinenza nel momento in cui le incombenze della vita ci strapperanno dall’agognato divano richiamandoci all’ordine. Abbiamo cercato di individuare i sintomi che caratterizzano una dipendenza che rasenta pericolosamente l’overdose: se vi riconoscete in questa descrizione chiamate immediatamente un amico e proponetegli un’attività qualsiasi, purché lontana da monitor e altri ammennicoli del genere.

L’odio per la sigla
È il primo sintomo che configura una dipendenza da telefilm: le puntate sono interessanti, ma la sigla, per quanto bella, è troppo ripetitiva per non stancare il nostro cervello desideroso di novità. Quindi se la mandate avanti o quando la sentite avete voglia di prendere lo schermo a ciabattate, vedetelo come un campanello d’allarme. Se proprio non avete voglia di uscire di casa, cambiate almeno telefilm.

Eccessiva immedesimazione
Uno script ben riuscito è quello che porta il pubblico a immedesimarsi, non è un segreto per nessuno. Il problema sorge quando il meccanismo non si interrompe quando si spegne lo schermo per svolgere altre normali attività quotidiane. Se per esempio mentre vi fate il bagno vi sentite in dovere di girarvi verso un pubblico immaginario e declamare il modo in cui intendete manipolare il professore per ottenere un 18 all’esame, state esagerando con House of Cards. Se per leggere un libro a letto vi portate dietro vino rosso e pop corn, forse dovete smetterla con Scandal (anche se le lenzuola macchiate di vino potrebbero ricordare American Horror Story).
Se poi vi capita di andare dal medico desiderando in cuor vostro di avere con lui rapporti sconvenienti seduta stante, vi consigliamo di passare da Grey’s Anatomy a Doctor House: nessuna delle due serie vincerebbe un premio per la plausibilità, ma nella seconda almeno non si confonde l’ospedale con una casa di appuntamenti (e i praticanti non operano a cuore aperto dopo due puntate).

Cambiamenti di linguaggio
Come un libro, ogni telefilm ha il suo codice linguistico, con espressioni tipiche che tendono a entrare nell’uso quotidiano in caso di grave dipendenza telefilmica: se per esempio non trovate la patente e vi dite: “Sarà nel Sottosopra”, avete un problema.
Se chiacchierando con il barista in pausa pranzo ve ne uscite con "'o vicerè prima o poi diventa 'o peggio nemico dô rre", se intimate al gatto appena salito sul tavolo "vien’accà! Vien’ a te piglia’ ‘o perdono! Vien’accà!" o se quando passate in svantaggio a calcetto decretate fermamente "mo ce ripigliamm' tutt' chell che è 'o nuost'”, a meno che non siate di Napoli avete un serio bisogno di disintossicarvi da Gomorra.

Ripercussioni sulla vita sociale
Certo, i telefilm sono importanti, ma le persone, probabilmente, lo sono di più. Se il vostro migliore amico che ora vive dall’altra parte dell’Italia capita nella vostra città e vi propone di uscire proprio la sera in cui va in onda il vostro telefilm preferito, non è il caso di dirgli di no: vi ricordiamo che esistono, tra le altre cose, i videoregistratori. Non vale invitarlo a casa vostra a vedere Dark, perché è probabile che non lo calcolerete: ogni singola inquadratura sarà per voi più importante dei suoi racconti così poco paranormali.

Rabbia, isteria e altri sentimenti fuori controllo
Sì, lo sappiamo. Non è umano dover aspettare mesi eterni per scoprire come andrà avanti la seconda serie di Designated Survivor. Probabilmente le case di produzione hanno un accordo sottobanco con l’Anonima Psichiatri per farvi andare via di testa nell’attesa. Ma non è il caso di assecondarli: è preferibile un sobrio interesse alle manifestazioni incontrollate, anche perché nessuno vi potrebbe mai capire (se non gli altri fan). Se poi il vostro telefilm viene inaspettatamente cancellato, vi ricordiamo che l’invio di bombe in America è considerato terrorismo.

In compenso abbiamo anche delle buone notizie: quella da telefilm non è una dipendenza grave, basta essere fermi nel tentativo di liberarsene: chiudete il televisore in un sacchetto di iuta sigillato come si faceva tanti anni fa per non pagare il canone Rai, e date la vostra password di Netflix a un amico fidato, affinché la cambi senza comunicarvela, anche se lo doveste pregare in ginocchio. E ora trovate qualcosa di alternativo da fare. Anche perché sta per cominciare la sessione d’esami!

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