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12 Gennaio 2018 09:35

Dark: quando una serie tv tedesca supera i maestri americani

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"È la prima serie tedesca in streaming nel mondo, disponibile in 190 paesi" come dichiarato da uno degli attori protagonisti, ovvero Oliver Masucci (Ulrich) già noto al pubblico per aver recitato nella commedia "Lui è tornato!" nel ruolo di Hitler. Serie di genere fantascientifico, thriller e drammatico è stata rilasciata sulla piattaforma Netflix il 1° dicembre 2017 per colmare il vuoto lasciato dalla fine della seconda stagione di Stranger things, a cui infatti è stata associata. I punti in comune fra le due produzioni sono in realtà pochi: ci sono dei ragazzi che aprono la storia, delle sparizioni e una centrale nucleare, che rimanda al laboratorio di Hawkins, attorno alla quale si intrecciano le vicissitudini degli abitanti della cittadina di Winden, ma la trama è decisamente più fitta e l'approfondimento dei personaggi supera il focus iniziale sui ragazzi.  

"A Winden non succede mai niente" questa è la convinzione che sembra aleggiare fra i  protagonisti di Dark, eppure la storia inizia col suicidio del padre di Jonas Kahnwald, il ragazzo che sarà la guida principale per gli spettatori, e con la sparizione di un compagno di scuola di Jonas: Erik Obendorf. Mentre la polizia cerca di investigare sulla sua scomparsa, altri eventi particolari si susseguono sconvolgendo  la tranquilla cittadina di Winden: la morìa che colpisce gli animali, delle inquietanti figure incapucciate che si aggirano per la foresta della città, i blackout frequenti e i rumori assordanti che provengono da una misteriosa caverna.


Dark è una serie coraggiosa, che va oltre Stranger things. In questo caso la produzione statunitense deve piegarsi a quella tedesca, la prima resta maestra per effetti speciali: il demogorgone e il Sottosopra hanno colpito l'immaginario collettivo creando una "febbre" che ha influenzato anche il mondo del cosplay, ma la seconda trascende la mera estetica e mischia sapientemente passato, presente e futuro andando a dipanare la matassa di relazioni che legano quattro famiglie: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler e i Tiedemann.
È presto chiaro che la sceneggiatura firmata da Baran bo Odar e Jantje Frieser è più cupa, si distacca dai toni da commedia statunitense che rilassano lo spettatore, l'atmosfera di tensione è palpabile e sempre presente. C'è qualcosa di irrisolto tra i personaggi della serie, dai più giovani agli adulti, infatti l'arco temporale coinvolto nella narrazione è piuttosto ampio e si alternano anni diversi: il 1953, il 1986 e il 2019, dando modo allo spettatore di crearsi un punto di vista completo su quanto sia accaduto e stia accadendo.

Dietro la patina della quotidianità si nascondono tradimenti, bugie e vecchi rancori che opprimono anche coloro che non ne sono a conoscenza e che perciò sentono di voler scappare per non fare più ritorno. Eppure fuggire da Winden sembra essere impossibile, visto che la cittadina resta sospesa fra tre dimensioni strettamente correlate che conducono continuamente alla stessa domanda: "Quando?". Se, come molti di noi sanno, è difficile scollegare la propria identità dal passato, per i personaggi della serie sembra esserci un filo rosso che collega tre epoche diverse, permettendogli di stravolgersi a vicenda: può il futuro cambiare il passato offrendo un nuovo presente?

L'atmosfera misteriosa viene esaltata da personaggi che sono stati costruiti in modo che ognuno di essi possa sorprendere lo spettatore con qualche tratto segreto della propria personalità, in contrasto con la facciata che cercano di vendere al resto dei cittadini. Abbiamo la preside della scuola, Katharina Nielsen, donna tutta d'un pezzo, che traina gli studenti con polso fermo, ma nasconde un passato da cattiva ragazza così come suo marito Ulrich che nel 2019 è diventato un poliziotto. Jonas Kahnwald, reduce dal trauma derivato dal recente suicidio del padre, sembra avere un unico vero amico: Bartosz Tiedemann, con cui si contenderà l'amore di Martha Nielsen. La madre di Jonas, Hannah, segnata da un amore impossibile che l'ha portata a ripiegare su un altro uomo per costruirsi una famiglia. Regina Tiedemann, donna nervosa, seria e all'apparenza arida, nasconde una personalità fragile e ribelle. Franziska Doppler, studentessa modello, che per arrotondare fa la spacciatrice e sua madre, Charlotte, a capo della polizia, che vive - separata in casa - col marito Peter, figlio di Helge Doppler, settantenne inoffensivo ricoverato in una casa di cura perché apparentemente affetto da demenza senile, ma che si rivelerà essere un personaggio chiave per le tre dimensioni di Winden.

Netflix ha già confermato che seguirà una seconda stagione, la cui data di uscita è ancora incerta, ma che offrirà un nuovo scenario temporale ambientato nel 2052.

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