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Attualità
15 Gennaio 2018

Dopo la calma, la tempesta degli esami

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Per gli universitari il periodo di riposo e tranquillità assicurato dalle festività natalizie, come ogni anno, rappresenta solo la calma prima della tempesta. Infatti nel calendario dello studente gennaio non è solo il primo mese dell’anno nuovo, delle buone intenzioni e delle sciate in montagna. Gennaio, a cui si aggiunge anche febbraio, sono i mesi della sessione d’esame invernale.

Probabilmente molti dei buoni propositi per l’anno nuovo degli studenti riguardano proprio la prima sessione d’esame, quindi le aspettative in partenza sono sempre alte. Ma non sempre tutto va nel verso giusto, e qualche volta la colpa non è della mancanza di studio, ma probabilmente di non aver saputo organizzarlo in modo intelligente.

In un mondo ideale si arriva alla sessione d’esame con poco studio da fare, proprio perché si è già fatto il grosso del lavoro durante i mesi di lezione, studiando di volta in volta. Purtroppo non è sempre così, oppure c’è bisogno di organizzare in modo “furbo” anche l’attività di ripasso. Ogni semestre, in genere, ha un numero di materie che oscilla tra tre e sei, che si trasformano, a loro volta, in esami da sostenere.

Se gli esami sono molti e non siete in pari con lo studio, il consiglio è quello di scegliere quali esami dare e quali spostare direttamente nella prossima sessione, oppure a settembre.
Per chi, invece, è intenzionato a darli tutti, l’ideale sarebbe quello di cercare un equilibrio tra materie più complesse e quelle più semplici, e cercare di bilanciare anche esami orali e scritti (in modo da non trovarsi a dare solo prove scritte o orali nella stessa sessione).

Dopo aver scelto quali esami affrontare in questa sessione, non rimane che piazzarli sulla nostra agenda, tenendo presente le date degli appelli e quanto tempo abbiamo per poter prepararli adeguatamente.

L’ideale sarebbe quello di iniziare proprio con la materia più complessa, o quella che richiede più tempo. In questo modo potremo dedicare tutto il tempo necessario, e una volta superato l’esame ci saremo tolti il pensiero di un esame tosto, e saremo molto più motivati a continuare con il piede giusto la sessione.

Un’alternativa valida è quella di iniziare con la materia che più ci ha coinvolto nel primo semestre, i motivi sono abbastanza ovvi: ci occorrerà meno tempo per ripassare, c’è una buona probabilità che il voto sarà alto e quindi saremmo più motivati.

Attenzione alla propedeuticità! Talvolta non si tiene in considerazione che, per affrontare alcune materie in calendario nei semestri successivi, è necessario aver già svolto alcuni esami. Non si tratta di semplici sbarramenti interni, ma piuttosto del fatto che per affrontare le nuove tematiche servono alcune conoscenze di base, che vengono date per acquisite solo avendo superato determinati esami. Viene da sé, quindi, di fare attenzione a non trascinare a lungo questo tipo di esami propedeutici, altrimenti nei prossimi semestri non si potrà avere accesso ai corsi, oppure si dovrà faticare non poco per poterli recuperare in tempo.

Un metodo valido per organizzare il proprio studio fa affidamento sulla matematica. Si tratta di contare i giorni a disposizione per studiare una determinata materia e anche la pagine da ripassare, quindi spalmare il numero di pagine sui giorni del calendario e poi, ovviamente, rispettarle spuntando ogni giorno ciò che si è già fatto . Il consiglio è quello di non includere i giorni in cui già si sa che non si potrà studiare.

Un altro punto spinoso da affrontare quando si parla di esami e di preparazione riguarda il metodo di studio. Il metodo di studio è personale e variabile, perché si deve poter adattare alla situazione, a seconda del tempo a disposizione, della tenuta dello stress, del tipo di esame, abitudini e, non ultimo, impegno. Una carrellata sui metodi di studio e sulle tipologie di studenti (abbastanza ironica ma aderente alla realtà) è disponibile in questo nostro articolo.

Prima di augurare a tutti una fruttuosa sessione d’esame, ecco qualche altro consiglio per affrontare al meglio il periodo:

1 - non farsi prendere dall’ansia, oltre a essere una compagna di studi poco gradevole, è anche controproducente. Lo stress è il peggior nemico in questi casi.

2 - trovare il tempo anche per il riposo e lo svago. Per esempio, meglio programmare un pomeriggio o una serata libera dopo aver affrontato un esame, aiuterà a liberare le mente e a scaricare lo stress.

3 - se l’esame non viene superato o si ottiene un voto di cui non si è soddisfatti, vietato scoraggiarsi e abbattersi. Mai perdere la fiducia in se stessi, altrimenti il cammino sarà lungo e tempestoso, non solo all’università, ma in ogni ambito della propria vita.

4 - trattarsi “bene” durante questo periodo di studio intenso, partendo da un’alimentazione sana e bilanciata, fino al rispetto del proprio ritmo circadiano. Quindi non si saltano i pasti e non si passa la notte svegli a studiare.

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