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08 Febbraio 2014 11:30

L'8 febbraio padovano, tra goliardia e storia

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Se c’è una data particolarmente importante per la città e l’università di Padova, è di certo l’8 febbraio. Un giorno che porta con sé echi risorgimentali e goliardi, entrato nella storia per l’insurrezione contro la guarnigione austriaca presente in città nel 1848. Storicamente collocata nel clima della Primavera dei Popoli, la rivolta degli studenti e dei cittadini padovani fu una tre giorni di scontri duri e sanguinosi.

Gli scontri. È il funerale di uno studente morto per cause naturali a far incontrare 5.000 persone dietro al feretro, trasformando l’occasione in un pretesto per manifestare a favore dell’indipendenza. Il giorno successivo, l’8 febbraio, alcuni studenti tentano di disarmare una sentinella e attaccano una ronda. Segue una lunga assemblea al Bo, che culmina con uno scontro in strada tra manifestanti e soldati. Da una parte fucili, dall’altra armi di fortuna: sassi, qualche pistola e alcune sciabole. La mischia è furiosa e finisce con un bilancio favorevole ai manifestanti: 5 soldati caduti e 2 studenti morti, numerosi i feriti di entrambe le fazioni.
Il giorno successivo la repressione austriaca si abbatte sulla città ed è incredibilmente dura. Scattano alcuni arresti, mentre 73 studenti vengono espulsi e quattro professori destituiti. Chiusa l’università, che aveva fornito un terreno fertile agli ideali di libertà e indipendenza.

La festa delle matricole. La città e l’università si uniscono per commemorare questi avvenimenti ed è la goliardia a proporre due eventi entrati ormai nella tradizione. Si inizia alla mattina con la Festa delle matricole che consiste nella liberazione da parte degli studenti delle classi quinte di alcune scuole superiori della città. I goliardi fanno irruzione nelle classi e invitano gli studenti a seguirli fino a palazzo Bo, sulla falsariga di quanto avvenne proprio l’8 febbraio del 1848.  Segue un concerto della Polifonica Vitaliano Lenguazza, una storica orchestra formata da ex goliardi. Nel pomeriggio, alle 15.30 per la precisione, i goliardi padovani e quelli di altre università italiane, si danno appuntamento in Prato della Valle per depositare una corona d’alloro alla memoria del caduti. Nella tradizione goliarda questo rito si svolge nella sala Bianca del caffè Pedrocchi, dove ancora oggi si può vedere un proiettile di fucile incastonato nel muro, a testimonianza della lotta furiosa di quei giorni; il caffè è attualmente in ristrutturazione e quindi inaccessibile.

Un nuovo tribuno. Come da tradizione, l’8 febbraio è anche il giorno in cui viene eletto il tribuno, ovvero il nuovo “capo” della goliardia padovana. L’elezione avviene per nomina del tribuno uscente, ovvero Giulio Gazziero, che a sua volta si è fatto consigliare dai principi del Bo (gli ex tribuni) riguardo all’importante scelta. Sarà cura del nuovo capo goliarda eleggere i membri del tribunato degli studenti che diventeranno i suoi stretti collaboratori. Dopo l’elezione l’appuntamento è nel bar interno al Bo, con Mario Bovis, lo storico negoziante.

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