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Attualità
12 Luglio 2016

La Riviera di Levante, tra gabbiani e poeti

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Dopo aver visitato Genova, è il momento di dare retta all’amico che diceva che in Liguria ci sono molte altre cose da vedere. Purtroppo il tempo è tiranno: potendoci stare un mese, la Liguria sarebbe da visitare tutta, dalla Riviera di Ponente al risicatissimo interno. Se invece si hanno solo due giorni, bisogna fare una selezione molto accurata delle cose più imperdibili, stando attenti ai tempi di percorrenza e agli imprevisti. Per questo, se potete, evitate l’alta stagione, soprattutto se volete seguire il nostro consiglio e visitare le Cinque Terre: se a fine maggio i treni che le collegano tra loro sono ampiamente vivibili, così non sarà in luglio e agosto, e se non siete fan dell’effetto "carro bestiame" non è un’esperienza che consigliamo.

Prima di precipitarvi alle Cinque Terre, comunque, fate anche un giro a Camogli.

È un piccolo paesino di 6.000 abitanti a 20 chilometri a est di Genova, con un clima particolarmente temperato vista la prossimità delle montagne che la riparano dai venti della pianura padana; si dice che il nome derivi dalla disponibilità delle donne (mogli) che aspettavano i mariti impegnati nei viaggi in mare.

In realtà questa è solo una leggenda: il nome deriverebbe invece da Camulio (nome etrusco di Marte) o da Camolio (divinità di origine celtica). Altri sostengono che la derivazione sia greca e che significhi “terra di sotto”. Quel che è certo è che è una terra di marinai e che se vi piacciono le acciughe è il caso di fare rifornimento.
Se invece preferite i dolci, non potete non assaggiare i camogliesi al rhum, dei deliziosi biscotti al cioccolato dal sapore e dall’effetto inebriante.

Le Cinque Terre (patrimonio dell’umanità dell’Unesco) si possono visitare tranquillamente in un giorno, sempre che siate disposti ad alzarvi molto presto. Per il pernottamento, Levanto è senz’altro la scelta più funzionale: da lì si prende il treno (meglio con la carta Cinque Terre Treno Ms, che permette di viaggiare lungo le Cinque Terre a 16 euro per un giorno intero) e si comincia la gita. Purtroppo però, proprio per la comodità logistica, i prezzi a Levanto sono piuttosto alti. In bassa stagione una validissima alternativa è Sestri Levante che dista solo 33 minuti in autostrada (53 minuti se si sceglie invece la statale).

Per inciso, Sestri Levante vale sicuramente una visita, possibilmente serale: la Baia del Silenzio, apprezzata anche da Bruno Lauzi, nel 2015 è entrata nella top ten delle spiagge più belle d’Italia secondo gli utenti di Trip Advisor (al sesto posto, per la precisione).

Tornando alle Cinque Terre, si può scegliere di prendere il treno a Levanto e fermarsi nelle cinque stazioni successive, per poi riposarsi nel lungo tragitto da Riomaggiore a Levanto (52 minuti), oppure si può andare direttamente a Riomaggiore per compiere il percorso a ritroso. Proprio a Riomaggiore si poteva prendere anche La via dell’Amore, un sentiero davvero molto evocativo con vista sulle scogliere a picco sul mare. Purtroppo ora questo sentiero si può percorrere solo per un brevissimo tratto, a causa della frana del 2012 che lo ha reso inagibile.

In ogni caso, via dell'Amore a parte, le Cinque Terre rimangono visitabili: dopo Riomaggiore si incontra Manarola.

Poi si procede verso Corniglia, l’unica delle Cinque Terre che non si affaccia direttamente sul mare.

Per chi non ama il treno e preferisce procedere a piedi, per spostarsi da un paese all'altro ci sono diversi sentieri, e quello che collega Corniglia a Vernazza è particolarmente suggestivo per i panorami che si possono apprezzare lungo il tragitto.

Per percorrere questi sentieri è necessario pagare un pedaggio, compreso nella Cinque Terre Card. Anche se si possono incrociare molti turisti coi sandali ai piedi, è meglio dotarsi di scarponi, o al limite di un buon paio di scarpe da ginnastica, perché in certi punti la strada si fa decisamente impervia. Durante l’escursione si possono fare anche incontri interessanti.

Vernazza è il paese storicamente più ricco delle Cinque Terre, e quindi la visita è particolarmente indicata per tutti gli appassionati di architettura che sapranno apprezzare degnamente logge, porticati e chiese. Per finire, a Monterosso al Mare si può trovare villa Montale, dove il poeta passava le sue estati e dove ha composto molte poesie.

Per finire, ci sono altre due mete irrinunciabili: Lerici e Porto Venere, che stanno alle due estremità del Golfo della Spezia, detto anche Golfo dei Poeti: il nome si deve a Sem Benelli che lo utilizzò per l'orazione funebre per Paolo Mantegazza, patriota, antropologo e scrittore.
Effettivamente molti poeti nella storia si sono fatti ispirare da questi incredibili panorami.

George Sand, Henry James, D'Annunzio, Marinetti ma soprattutto Lord Byron che, leggenda vuole, avrebbe attraversato a nuoto tutto il golfo da Porto Venere fino a Lerici, per andare a trovare Percy B. Shelley. In realtà pare che Byron non sia mai passato per Porto Venere (anche se lì una lapide celebra il fantomatico attraversamento del Golfo), ma si sia fermato per caso a Lerici perché colto da un'improvvisa febbre, mentre stava andando a Genova per dirigersi poi in Grecia.

Leggenda o no, sarebbe davvero un peccato se Byron si fosse perso dei panorami che lo avrebbero certamente ispirato.

Voi evitate di fare lo stesso errore: anche se non scriverete Il corsaro, visitando il Golfo dei Poeti verrete probabilmente colti dal brivido che percorre la schiena quando vediamo la vera Bellezza, nascosta tra spiagge affollate e asciugamani stesi ad asciugare.

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