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18 Aprile 2017 09:21

Piazza Gasparotto: un progetto collettivo prima che un luogo fisico

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Il tragitto che porta dalla stazione ferroviaria di Padova al centro è sicuramente uno dei più frequentati della città: studenti e lavoratori pendolari lo percorrono in massa ogni mattina a piedi, in tram o in autobus.

È probabile che spesso sia capitato a questi esploratori quotidiani di buttare l’occhio sulle colonnine che costituiscono l’ingresso a piazza Gasparotto. Sezione rettangolare attorniata dai palazzoni grigi, è una piazzetta in apparenza quasi anonima rispetto a quelle vissute del centro città, incastrata fra edifici che raccontano poco di storia e fasto. Eppure piazza Gasparotto ha ormai guadagnato la piena attenzione di moltissimi gruppi di giovani e della vita culturale e notturna padovana. Un luogo che così facilmente poteva prestarsi a quei fenomeni di degrado urbano tipici delle periferie ha invece acquisito colore grazie ai progetti e agli spazi, fisici e comunitari, che sono stati creati dai cittadini al suo interno.

Il murales di Tony Gallo che accoglie chiunque vi entri ne è il simbolo: il fatto che sia stato realizzato durante un evento di Dowtown Exhibiton, progetto pensato per integrare le attività della fiera di Padova, il commercio e il tessuto urbano, lo conferma. Le collaborazioni fra i cittadini all’interno della piazza hanno assunto le forme più diversificate e duttili: un esempio è l’orto sociale che viene gestito dal progetto GasparOrto, un gruppo di “ortisti”, appunto, che si occupa del mantenimento delle piante, favorendo l’incontro fra culture, età e mondi diversi. Si tratta anche del primo orto urbano, fuori terra, di Padova, nato nel 2015.

Ma le attività accessibili ai cittadini sono innumerevoli, dai laboratori teatrali allo storytelling alla musica ovviamente, proposta all’interno della piazza sia dal circolo Hub - Culture, Food and Sport, circolo dalle proposte underground, spazio poliedrico dove soprattutto in quest’ultimo anno si sono affiancate feste studentesche, letture di poesie e concerti; sia al neonato circolo Nadir, dalla proposta variegata, che spazia da aperitivi multiculturali alla musica elettronica; sia al vicino CO+, uno spazio di coworking pensato appositamente per rilanciare la piazza. Lo spazio aperto fuori da questi si presta ad essere utilizzato da chi vive la piazza per qualsiasi progetto, ma è anche semplicemente un luogo accogliente per fare quattro chiacchiere e rilassarsi. Piazza Gasparatto è l’esempio perfetto di come il contrasto all’abbandono dei luoghi più periferici e ai pregiudizi che spesso lo comportano sia efficace e permettano di ripensare la città come una rete interconnessa di spazi ampia e viva. 

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